martedì 31 maggio 2011

I vasi comunicanti

Ieri il mio tutor - con l'intento di sfottermi per l'infelice espressione di "database comunicanti" inserita in una relazione - è andato alla lavagna per spiegarmi il principio dei vasi comunicanti con tanto di disegno ed equazione.

Da bravo stagista sono andato a ripassarmi la lezione attingendo direttamente alla fonte più inconfutabile dello scibile umano: Wikipedia; e vi ho trovato la seguente affermazione: "Il principio dei vasi comunicanti è stato scoperto da Galileo Galilei...".
Ma a me è venuto in mente un passo del Simposio di Platone in cui Agatone, fresco vincitore di un concorso drammatico e padrone della casa in cui si sta per svolgere il consesso più famoso della letteratura di tutti i tempi, invita Socrate appena arrivato a sedersi di fianco a lui ed enuncia quello stesso principio dei vasi comunicanti con circa due millenni di anticipo rispetto al padre della scienza moderna cui è comunemente attribuito:
«Qua, qua,» esclamò, «Socrate vieniti a sedere vicino a me, così, gomito a gomito, con un sapiente, io potrò godere della grande scoperta che hai fatto davanti ai portoni; è chiaro che qualcosa l'hai dovuta pur sempre scoprire, altrimenti mica ti saresti mosso, tu.» E Socrate, sedendosi: «Sarebbe una bella cosa, Agatone, se la sapienza potesse scorrere da chi ne ha di più a chi ne ha di meno, soltanto che ci si mettesse uno vicino all'altro, come l'acqua che attraverso un filtro passa dal bicchiere pieno a quello vuoto. Se anche per la sapienza è così io sarò onoratissimo di starmene al tuo fianco; sono convinto che sarò colmato da parte tua di tanta e bella sapienza, perché, vedi, la mia, seppure ne ho, è ben misera, assai discutibile, vaga come un sogno, mentre la tua, invece, così luminosa, così ricca di possibilità, tanto che, proprio ieri, nonostante la tua giovane età, s'è rivelata e ha brillato in tutto il suo fulgore davanti a più di trentamila greci.»
Oggi lo stagista ha dimostrato che anche Socrate può avere qualcosa da insegnare a un Agatone.

Timbrare il cartellino

Oggi il mio tutor mi ha insegnato che arrivare alle 7:30 di mattina in ufficio ha senso solo se qualcuno di importante passa di lì e vede che ci sei: il giorno che il mio tutor è arrivato in ufficio a quell'ora sono passati presidente e amministratore delegato.

Il venditore d'auto

Oggi il mio tutor ha dispensato un po' della sua conoscenza anche ad altri, tentando di fare formazione a perfino a dei venditori d'auto in una concessionaria. Questi però, percepitene le capacità di ascolto, lo hanno importunato con lamentele per disavventure personali impedendogli di portare completamente a termine il suo compito: il mio tutor è tornato in ufficio convinto della fortuna di avermi come stagista.

lunedì 30 maggio 2011

Il nono comandamento

Oggi il mio tutor mi ha insegnato che desiderare la donna d'altri è peccato, ma desiderare intensamente che quell' "altri" venga meno può portare ai risultati sperati.